venerdì 5 ottobre 2018

Quando si interrompe l'attesa: parlarne per proteggere.

 
foto dal web
 Non c'è piede tanto piccolo da non lasciare
un'impronta su questa terra...

A volte è il non sentire il suono ritmico del suo cuore, insieme al volto preoccupato del medico, a trasformare la gioia dell'attesa in preoccupazione, poi in incredulità, in rifiuto e in dolore straziante. Altre volte sono i valori anomali delle analisi, altre ancora è la percezione di noi madri, il sentire i suoi movimenti poco frequenti, troppo poco frequenti... Qualche volta invece il sogno si infrange nel momento in cui dovrebbe iniziare a trasformarsi in realtà, durante o dopo la nascita.
Sono tanti i volti del lutto perinatale, tante le storie. E purtroppo tanti anche i numeri. Si calcola che una donna ogni 6 perda il suo bambino durante la gravidanza o dopo il parto.


Eppure quello del lutto perinatale è un fenomeno di cui si parla poco.

venerdì 6 aprile 2018

Storie di donne consapevoli: alla ricerca del proprio parto


Sono sempre più numerose le donne che non si accontentano dell'ospedale più vicino o di quello in cui lavora il proprio ginecologo per partorire, ma si informano, si fanno delle domande e le fanno ai professionisti, si danno delle priorità legate alla propria salute e al proprio benessere fisico e psico-emotivo e si mettono all ricerca del luogo migliore per dare alla luce il proprio bambino. 
Per qualcuna è un ospedale un po' più distante, o anche tanto distante, addirittura in un'altra regione, per un numero sempre maggiore di donne è il parto in casa, oppure in casa maternità. Filomena ha approfittato del suo viaggio a Bali per mettersi alla ricerca del "suo parto", e qui ha incontrato Ibu Robin Lim, l'ostetrica dai piedi scalzi che sta seminando tanta consapevolezza nel mondo.

La sua è una scelta coraggiosa, come le dicono in tanti? Forse. 
Molte donne che scelgono di partorire in luoghi non convenzionali si sentono dire che sono state coraggiose. E probabilmente lo sono state davvero, almeno stando all'etimologia del termine, come questa riflessione ci induce a pensare:



Coraggio. 
Dal latino "Cor habeo": ho cuore. 

Ho spesso rifiutato, io come tante altre, la definizione di coraggiosa per aver partorito in casa. "Sarei stata coraggiosa ad andare a partorire in ospedale, sapendo cosa mi aspetta nella maggior parte dei casi e dovendomi preparare a lottare per avere un parto un minimo decente, se non rispettato!". Questo è, più o meno, il tipo di risposta che in molte abbiamo sempre dato. 

Oggi però riflettevo sull'etimologia della parola coraggio e si, credo che chi ha scelto di far nascere in casa il proprio bambino ha avuto anche coraggio: "cor habeo"= ho cuore. Ha avuto cuore, non nel senso che chi partorisce in ospedale non lo abbia, ma in ospedale si partorisce per tante ragioni: perché è la scelta socialmente più accettata, perchè la consuetudine ci porta a partorire in ospedale, perchè la classe medica ci consiglia questa opzione, perché c'è una patologia o la gravidanza è a rischio, perchè non si ha la possibilità o il sostegno per partorire in casa, perchè non si conosce l'opzione del parto in casa. 

Invece per scegliere il parto in casa ci vuole cor-aggio, ci vuole "cuore", nel senso che ci vuole istinto, ci vuole la capacità e la volontà di ascoltare le proprie emozioni, di lasciarsi guidare dal cuore piuttosto che dalla testa (ovvero dalla vocina che ci ripete quello che la società, i dottori e i familiari ci inculcano quotidianamente), ci vuole ascolto per il proprio corpo, ci vuole ascolto per il proprio "io" (che non è un "io" individuale ed egoistico che non tiene conto del bene del bambino, ma, al contrario, un "io" inteso come diade indissolubile mamma-figlio). Ovviamente ci vogliono anche le informazioni, quell'autorevolezza scientifica che ti fa capire che il parto in casa è una scelta sicura e salutare, addirittura più sicura e salutare del parto in ospedale per la maggior parte delle gravidanze. Ma hai voglia a dirsi che il parto in casa è la scelta più sicura: se non lo senti con il cuore non lo sceglierai mai e, se anche inizialmente lo sceglierai, è probabile che prima che il tuo bimbo nasca il tuo cuore ti avrà portato in ospedale. 
Insomma, da stamattina penso anch'io che si, per partorire in casa ci vuole coraggio. ❤️ 

Denise


mercoledì 22 novembre 2017

A Montecitorio per fare luce sul fenomeno della Violenza Ostetrica

Rinascere al Naturale Onlus, unitamente al
Comitato per la Buona Nascita e al Forum PartoNaturale, nonchè ai vari gruppi di donne che promovuono le buone prassi in gravidanza, parto e allattamento, è lieta di dare voce alla presenza di 33 donne che, in quanto testimoni del fenomeno di violenza ostetrica, saranno presenti a Montecitorio in occasione della Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne.
Di seguito il testo integrale del Comunicato Stampa.


venerdì 3 novembre 2017

Coccole di latte con...tè! Festa d'autunno e inaugurazione del nuovo anno di attività


Domenica 5 novembre diamo avvio alle nostre attività per il nuovo anno con una Festa d'Autunno.

Dalle ore 16 alle ore 18 saremo presso la Casetta della Memoria in via Ugo Foscolo (all'interno della Villa comunale di Calimera - Lecce), in attesa di mamme, papà, di giovani coppie -e non solo- per conoscerci e per confrontarci sulle tematiche della gravidanza e della maternità.

Ci saranno 3 spazi tematici:
# L'ATTESA
Spazio dedicato alla gravidanza e al parto
# IL CONTATTO
Spazio dedicato a te e al tuo bambino; l'importanza del contatto dalla nascita
# IL NUTRIMENTO
Spazio dedicato all'allattamento

giovedì 26 ottobre 2017

Chiacchiere di latte a Taranto in occasione della S.A.M.


L’11 Ottobre 2017 Rinascere al Naturale ha organizzato anche quest’anno in occasione della Settimana Mondiale dell’Allattamento 2017, un incontro aperto a mamme, operatori e a tutti coloro interessati a questo tema. 
Un particolare ringraziamento va al Comune di Carosino (rappresentato durante l’incontro dall’assistente sociale Dott.ssa Maria Grazia Baldaro), che ci ha permesso di rendere omaggio alla Settimana Mondiale dell’Allattamento 2017 anche qui in provincia di Taranto, nella maniera più intima e coinvolgente possibile, attraverso uno splendido e morbido cerchio di mamme e bimbi.

Non potevamo aspettarci un cerchio più completo e variegato di questo: hanno partecipato mamme in attesa, neo mamme da pochissimi giorni e mamme più esperte e veterane con bimbi allattati nel secondo e terzo anno di vita. Proprio per questa varietà di presenze, il cerchio ha raggiunto perfettamente il suo obbiettivo, rendendosi esplicativo di tutte le varie fasi che

giovedì 22 giugno 2017

Non un semplice libro: un dono prezioso da e per le donne!

Rinascere al Naturale onlus è orgogliosa di aver contribuito al libro "Partorire dopo un cesareo", a cura di Verena Schmid.
    
Quando diversi mesi fa RaN ha dato mandato a Denise di avviare una ricerca al fianco di Rosaria, non immaginava che quei dati sarebbero finiti in un libro così importante ed autorevole!
Ringraziamo quindi la dott.ssa Denise Montinaro, che ha condotto l'indagine nella nostra regione, mettendo a confronto i dati forniti dalle strutture ospedaliere pugliesi con i dati dei travagli-parti assistiti a domicilio dall'ostetrica Rosaria Santoro.
A questa indagine è stata affiancata quella rivolta alle donne che hanno ricercato informazioni e assistenza al parto dopo cesareo (o VBAC), selezionate tra coloro che in questi anni hanno contattato la nostra associazione e coloro che da RaN sono state contattate, attraverso forum e gruppi virtuali in cui abbiamo collaborato nell'offrire sostegno alla pari sul tema del VBAC.

mercoledì 24 maggio 2017

La cultura del rischio nel parto.


Riporto un articolo che ho avuto l'onore di veder pubblicato da D&D sul numero 97 di aprile dedicato a "Le situazioni limite in gravidanza". La riflessione trae spunto dall'ultima audizione che si è tenuta presso la Commissione Affari Sociali per discutere sulle numerose proposte di legge sul parto attualmente al vaglio (oggetto anche della recente Seconda Giornata della Buona Nascita), ma si allarga con lo sguardo ad una cultura del rischio ormai ampiamente diffusa nella nostra società e, nello specifico, al modo comune di concepire l'evento parto.
     


Il 12 gennaio scorso si è tenuta un’audizione della Commissione Affari Sociali per discutere in merito a ben nove proposte di legge sul parto fisiologico. Tra gli obiettivi delle varie proposte è la demedicalizzazione della nascita.
Argomentando in merito al parto cosiddetto “naturale”, nonché alla possibilità di legiferare sul tema del parto extraospedaliero, l’attenzione è subito ricaduta su un concetto che è rimasto centrale per l’intera durata dell’audizione: la sicurezza. E ovviamente, in parallelo ed in antitesi al concetto di sicurezza, è emerso quello di rischio.

La cultura del rischio che permea la realtà italiana è entrata prepotentemente in aula e la sua presenza era tangibile attraverso gli interventi dei vari relatori, sia di coloro che intendevano sottolineare l’importanza di un parto fisiologico e difendere la libertà di scelta della donna, sia soprattutto dei relatori più scettici al riguardo.