IL MIO VBAC
OVVERO
LA NASCITA DI ELETTRA
(3120 gr – 49 cm)
(Premessa: cesareo di Sophia il 04/04/2001 per
presentazione podalica)
Giovedì mattina, 15 maggio: la mia collega (incinta anche
lei) mi invita a fare un giro al mercato.
Ho la scadenza domani, ma sto benissimo, ci vado.
Da tutta la settimana ho degli strani mal di pancia che
mi fanno andare al bagno anche 2/3 volte al giorno, ma la pancia è così alta
che tutti mi dicono che la belva nascerà dopo il 20 maggio almeno, d’altronde è
una femmina e deve cominciare fin dall’inizio a far girare le scatole…
L’indomani, il 16, è pure il giorno del compleanno della
mia collega incinta, io intanto non credo proprio che per me questa nascita
possa essere così puntuale!
Mentre gironzoliamo e ci guardiamo a vicenda le pance ne
conveniamo che sembra lei quella che deve partorire per prima (ma è di 6
settimane meno!) talmente striscia “sta panza”!!!
Io compro pollo e patatine per il pranzo (ma ne
sgranocchio un po’ passeggiando) e proseguo, come la pace nel mondo, sentendo
però che in questa strana mattina le consuete contrazioni che mi seguono dal 5°
mese si susseguono una dietro l’altra a distanza di 10 minuti circa, ma sono
sempre le solite e non ci bado… mi hanno detto che capirò decisamente quando sarà
l’ora…
Proseguo la mia giornata con il pranzo a casa, nel
pomeriggio vado a prendere Sophia a scuola, la porto da un’amichetta, poi di
nuovo a casa alle 19 a preparare le cena, poi quasi quasi mi metto anche a
stirare (sto tenendo tutti i lavori domestici sotto perfetto controllo per non
lasciare nulla di trascurato in virtù del nuovo arrivo che non mi lascerà gran
tempo!!!), ma cambio idea, ce ne andiamo tutti sul divano e mi rilasso…
Guardo un po’ di TV, poi, credo intorno alle 22.30 perché
mi pare di sentire appena prima le campane, mi addormento di un sonno veramente
riposante… e chi ci pensa al parto…
Ore 23: mi sveglio di colpo con uno di quei forti mal di
pancia che mi fanno andare al bagno.
Mentre scendo ancora mezza addormentata, Andrea spegne la
tele e porta Sophia nel suo letto già bella dormiente da un po’ anche lei,
quindi dopo qualche minuto ci ritroviamo entrambi in cucina.
Io mi siedo sulla poltrona a meditare un secondo, pare
vada tutto bene e allora ce ne andiamo a letto.
Passano 5/7 minuti al massimo e mi coglie un altro mal di
pancia, credo sia di nuovo il momento di tornare al bagno, continuo a non
pensare assolutamente all’ora fatidica, però solo per scrupolo dico ad Andrea
di prendere l’orologio che ha la lancetta dei secondi per vedere quanto dura
questo dolore piuttosto forte: oltre un minuto e 10 secondi.
Intanto di tornare al water non ne sento il bisogno, meno
male, non ho voglia di star male stanotte.
Stiamo a vedere quando si presenta il prossimo mal di
pancia, se ci sarà (io sempre incredula che la belva sia così puntuale… ho
sempre avuto il ciclo sballato e in ritardo!): e c’è eccome, non passano
neanche 5 minuti!!!
Andrea è tranquillissimo, ma mette le mani avanti, crede
sia il caso di far venire a prendere Sophia da sua sorella, visto che l’ora non
è ancora così tarda, al limite passa una notte in più fuori casa, ma non muore
nessuno…
Io continuo a dirgli che non mi sembra il caso, se sono
le vere contrazioni (e adesso sì che le sento! Mi sa che son proprio quelle!!!)
chissà per quanto tempo ne ho e fuori diluvia a più non posso, dobbiamo proprio
fare tanto casino già adesso magari per niente???
Altri 4/5 minuti e di nuovo mi piego in due appoggiando i
gomiti sul tavolo, perché nel frattempo per stabilire cosa fare o no siamo
tornati in cucina, che sdraiata nel letto non riesco proprio a stare… cavolo
che mal di schiena! Cavolooooooooo!!!!
E che mal di pancia…. AH AH che male, fa malissimo e non
mi lascia tregua!
Sarà il caso di sentire anche Laura, la mia ostetrica?
propone sempre Andrea… tra un dolore e l’altro in cui riesco ancora a ragionare
e organizzarmi.
Ma vah… figuriamoci, sono già le 23.20 circa, non è il
caso… tra qualche ora magari…(io sempre tranquilla, mentre lascio libero sfogo
alle mie contrazioni, ringhio, urlo, non me frega nulla se sveglio il vicinato…
perché non riesco a trattenermi dal MAAAAALEEEEE! E poi ho letto Ina May, devo
aprirmi no?).
Andrea è sempre calmo, non lo vedo proprio farsi prendere
dal panico, anzi mi istiga con qualche battuta, ce la ridiamo insieme nelle
pause, poi insiste, dato che i dolori sono vicini, anche solo avere un parere,
descriverle al telefono cosa sento, per me è la prima volta, che ne so… ok
telefono.
Le dico che ho questi mal di pancia forti al basso ventre
che vanno fin dietro e mi fa tanto male la schiena e i reni, che durano oltre
il minuto e arrivano ogni 5 minuti circa… di certo non ho mai provato queste
sensazioni prima d’ora e non somigliano per niente alle contrazioni che ho
avuto in gravidanza.
Lei resta un po’ perplessa e dice che è meglio venga a
vedermi.
Dopo pochi minuti ancora (saranno le 11.40 al massimo)
arriva la sorella di Andrea a prendere Sophia, che lui nel frattempo aveva
chiamato così: stavi dormendo? È ora… no tranquilla scherzavo, volevo vedere se
eri pronta… anzi fai che venire a prender Sophia che siamo al buono!
E la poveretta che mezza dormiva sul divano non sapeva
più che fare, poi è arrivata, trovandomi nel mezzo di una contrazione e piegata
sempre in 2 con i gomiti sul tavolo…
Sophia non capisce bene cosa succede: la sua borsa “da
viaggio” è già pronta da giorni, la coprono alla veloce (fuori continua a venir
giù acqua a secchiate) e via… una è andata.
Ora si tratta di aspettare Laura.
Deve farsi qualche km di curve sotto il temporale, ma
arriva in fretta, manca ancora un quarto a mezzanotte (credo).
Anche lei entra e mi vede piegata dal male, mentre
ringhio a qualcuno di invisibile che fa un sacco maleeeeeee! Tiro giù tutti i
santi del paradiso, ma nella mia mente penso soltanto al mio corpo, al mio
tunnel vaginale che si sta aprendo come una galleria rosa che fa passare un tir
altrettanto rosa ma che ci passa appena… è un’immagine che rimane costante
davanti a me…
Laura si ferma e dice che sembrano un po’ fortine.
UN PO’ FORTINE??? E QUELLE FORTISSIME COME SONO???
Mi dice che appena mi passa prova a visitarmi.
Ok, siamo d’accordo, fin dagli incontri avuti in
precedenza, che non mi darà brutte notizie (tipo: non c’è ancora dilatazione
dopo ore ed ore di travaglio e roba simile), ma quelle belle sì.
Velocissima mi sdraio sul divanetto e lei delicatamente
mi controlla.
SONO GIA’ A 3 CM DI DILATAZIONE!!!
Fantastico, ma allora tra poco vedrò la mia cucciolina!
Allora sto per partorire, ma mica riesco a rendermene
conto!!!
Restiamo lì sul divano: io sempre piegata, stavolta con
le ginocchia per terra e i gomiti sui cuscini del divano, Laura dietro di me mi
massaggia la schiena, Andrea di fianco che osserva silenzioso e chiede di tanto
in tanto se abbiamo bisogno, ma non passa molto, che decidiamo tutti insieme di
prepararci per andare in ospedale, a Vercelli: ci sono 40 km…
Andrea va su e giù secondo i miei ordini: la valigia
nera, la borsa a fianco, la roba da mettermi per uscire (quale??? Ho preparato
un cambio estivo, invece fuori ci saranno 15 gradi!!! Azz…) le calze, no non
quelle, portami la scatola che le prendo da me…. Ahihaaaaa che maleeeeeeee!!!!
Com’è difficile star dietro alle contrazioni e alle cose
da fare, fortuna che avevo già preparato tutto prima e nel minimo dettaglio…
Ci siamo, sarà mezzanotte e 15 o giù di lì, siamo stati a
casa poco, Laura crede sia meglio andare, siamo pronti, mi aiutano a vestirmi,
per sicurezza lei dice a mio marito di prendere un po’ di asciugamani… Andrea
sbarella gli occhi… effettivamente…
Io non faccio una piega, non mi rendo più conto di nulla.
La macchina è già sotto casa, ma devo fare due piani di
scale: certo, come no…
Faccio il primo alla veloce, ma poi mi devo fermare.
Siamo fuori, mica dentro un condominio, a piano terra c’è
già il panettiere che lavora e sente senza il minimo dubbio una delle mie
contrazioni: mi appoggio alla ringhiera e non riesco a trattenere un ruggito
clamoroso, con Laura che mi incita a lasciarmi andare così che va bene… mi sa
che avrò svegliato anche qualcuno nel vicinato… Non me ne può fregà de meno!!!
Eccoci in macchina… ma una più comoda mio marito non la
poteva comprare?
È una coupè, quindi dietro è senza porte ed è pure tutto
tranne che larga e comoda… come caspita mi metto?
Seduta non riesco a stare, allora mi appoggio carponi,
anche qui come riesco: con i gomiti allungati sul sedile, un ginocchio sul
sedile e uno giù…. Ah beh… una comodità…
Laura è davanti con Andrea, mi dice di star tranquilla
che adesso col viaggio rallenteranno di certo un po’ le contrazioni, che ormai
sono ancora più vicine, non passano 2 minuti tra una e l’altra!
Non ho pace!!!
Si parte: a pochi km troviamo la strada chiusa, io tiro
di nuovo giù i Santi del Paradiso (che mi perdonino) per il male che ho e per
la benedetta strada chiusa che ci fa tornare indietro e fare un giro più lungo…
NON SIAMO ANCORA ALL’OSPEDALE!!!!???
Il viaggio è tremendo… come fanno quelle che si sparano
200 km per partorire???
No, per me è impensabile… sto tremendamente, sono
scomodissima, ho un mal di schiena da impazzire, Laura viene dietro con me
(senza fermare l’auto, passa in mezzo tra i sedili, roba da film) per
massaggiarmi e farmi aggrappare a lei se ne sento la necessità… MA NON DOVEVANO
RALLENTARE LE CONTRAZIONI NEL TRAGITTO IN MACCHINA????
Andrea guida come un pazzo, fortunatamente con l’ora
notturna non c’è alcun traffico, però se ci fermano i carabinieri sono pronta a
lanciare qualche insulto gratuito e a farmi scortare con la sirena fino in
ospedale!
Quei minuti non passano mai… mi aggrappo al sedile,
sempre girata verso il lunotto posteriore, continuo a non badare a niente e
lascio uscire ogni genere di verso, intanto nella mia mente è sempre presente
l’immagine del “tunnel rosa che deve essere attraversato dall’altrettanto tir rosa
che ci passa appena”…
SIAMO ARRIVATI????
Sembro “ciuchino” del cartone animato Shrek 2…
Finalmente!
Andrea entra in pronto soccorso, io e Laura scendiamo,
lui va a parcheggiare.
Mi fanno sedere su una poltrona per farmi un
monitoraggio…
COSA??? SEDERMI???
No, no, no… non ce la faccio a stare messa così… NON CE
LA FACCIO, FATEMI ALZARE!
Intanto arriva Andrea, lui e Laura si guardano,
l’ostetrica di turno intanto mi attacca il monitoraggio, mi dice di non
agitarmi… qui le cose si mettono male… ma io ho portato settimane prima il
piano del parto, se è il caso glielo faccio ripassare a suon di insulti…
Passano pochi minuti, il tracciato è ok, io salto di
continuo dalla sedia, arriva il ginecologo, uno con una faccia che nemmeno
ricordo… ma con un naso!!!
Mi visita, io intanto ho incominciato a perdere le acque
miste a sangue… è tutto un pasticcio là sotto… MA SONO A 7 CM DI DILATAZIONE!
E saranno passate sì e no 2 ore dall’inizio del
travaglio!!!!
È favoloso!!!
Forse si rendono conto che le mie non erano tutte storie
e urla per niente, cosa pensavano, che facessi tanta scena per 2 doloretti????
Il gine “simpaticissimo” vede la mia cicatrice da cesareo
e post visita mi chiede se voglio tentare un parto naturale. Scusi, sta
scherzando??? Vorrei proprio chiederglielo!
CERTO CHE Sì! Mi sono mica sparata viaggio e dolori per
cosa se no????
Per arrivare a 7 cm e poi fami tagliare la pancia???
Bah…
Mi mettono su una sedia a rotelle e mi portano in sala
parto direttamente, mentre Andrea e Laura mi seguono, a questo punto titubanti
della situazione.
Io non vedo l’ora di scendere e di rimettermi carponi
perché la mia schiena non ce la fa più.
La sala parto (che avevo già avuto modo di vedere) è
quella piccola, senza la vasca, ma non mi importa, la mia mente è già preparata
a quello che può trovare, cioè tutto di mio gradimento: tutto bello, pulito,
azzurro (il mio colore preferito), tranquillo…
C’è silenzio ovunque perché il reparto è in rifacimento,
non ci sono altre stanze operative oltre le 2 sale parto, quindi io me ne sto
beata (si fa per dire) mezza nuda carponi, con le braccia sullo sgabello
olandese (mi ci sono gettata sopra appena l’ho visto e nessuno mi ha fermata),
a meno di un metro dalla porta, che è del tutto spalancata sul corridoio, ma nessuno
passa a disturbare il mio delirio!
Siamo solo in 5 adesso: io, alla mia destra seduta
accanto a me c’è la mia ostetrica, alla mia sinistra sempre seduto accanto a me
e con le mani nelle mie c’è Andrea e poi dietro chissà dove a fare il loro
lavoro ci sono l’ostetrica di turno ed un’infermiera.
Da qui i ricordi si fanno molto sfocati, i miei dolori
sono intensissimi e non mi lasciano tregua.
Il respiro è molto forte, mi mettono sotto monitoraggio
(ma quello senza fili, per lasciarmi fare quello che voglio) e da qui le cose
sento che prendono la piega che desideravo, tutto fila liscio come l’olio…
Tanto per cominciare nessuno vieta ai miei 2
accompagnatori (Andrea e Laura) di presenziare entrambi, nessuno interviene per
dirmi cosa fare, anzi l’ostetrica dell’ospedale si presta molto per
massaggiarmi anche lei la schiena, per chiedermi se voglio cambiare posizione,
per sapere come sto, cosa voglio, se ho sete, e visto che mi ostino a voler
stare in ginocchio mi procura dei cuscini e mette uno specchio sotto di me per
vedere cosa succede senza farmi mai girare.
L’atmosfera sento che si rilassa anche perché lei e Laura
si mettono a chiacchierare, Andrea è sempre accanto a me mentre gli stritolo le
dita e grido a più non posso che fa MAAAALEEEEE!!!
Ancora un po’ di contrazioni sempre uguali, va tutto alla
grande, faccio tutto da me e non so neanche come sia possibile… poi cominciano
le spinte… sono una cosa così strana!
Perché dopo la spinta, con la testa della bambina che si
ferma allo stretto fra le gambe (il famoso tir rosa nel tunnel rosa) non fa più
male???
Laura e l’ostetrica dell’H le sento discutere su come mi
muovo e come si vede che devo spingere dalla forma che prende la pancia e dalle
smorfie che faccio ed insieme si prodigano in continui “brava brava” tipo
Katiana e Valeriana di Zelig, che non so se ridere o urlare ancora più forte
perché sento solo tanto male!
Ad un certo punto sento un “crac” proprio là sotto,
mentre la testolina continua a scendere, ma non dalla parte del perineo, anzi sopra,
proprio sotto il clitoride… dentro di me penso di essermi aperta in 2 come una
mela…
Intanto a volte mi alzo in piedi e l’ostetrica sento che
si prepara se dovessi sputare la bambina lì così e lei dovesse prenderla al
volo… poi non si fida, nonostante i cuscini, mi richiede di abbassarmi carponi
se ce la faccio… va benissimo, in piedi non resisto, non so come tenere le
gambe aperte abbastanza!
Laura è sempre lì, ogni tanto mi sussurra qualcosa, so
che se insorgesse un problema me lo direbbe, sono tranquilla, la sua presenza
dà quell’ultimo tocco di fiducia che completa il quadro e lo perfeziona, anche
Andrea è sereno, credo che si scambino qualche occhiata positiva da sopra la
mia schiena…
Le spinte saranno al massimo 5 o 6, almeno così mi pare
di ricordare.
Continua il coro di “brava brava” e io continuo a
ringhiare.
Andrea intanto vede tutto.
Più tardi mi racconta di aver visto la testolina uscita
per metà, solo col naso fuori e una manina sulla fronte, poi tutta intera,
incastrata solo al collo, infine eccola uscire tutta, viscida come un pesce,
CON LA CAMICIA!
Sono le 2.35 del mattino… in 3 ore e mezza ho fatto
tutto!
Che liberazione, che sollievo, che meraviglia! E di colpo
fine di tutti i dolori immensi provati fino a quel momento!
Eccola la mia cucciolina… sta benissimo, apgar 10, tutta
bagnata me la posano sulla pancia, facendomi alzare e sedere (finalmente fa la
sua funzione) sullo sgabello olandese.
La mia piccola Elettra urla fortissimo (tutta sua madre),
mi guarda, si avvinghia al capezzolo… com’è dolce, morbida e profumata!
Ci coprono con un telo caldo e ci lasciano così per
aspettare l’uscita della placenta, mentre la signorina pensa bene di farmi pipì
addosso… sarà emozionata anche lei?
Andrea ci guarda, è di certo molto coinvolto anche lui…
che esperienza! Che cosino perfetto e speciale si è creato dentro di me!
E com’è stato bellissimo fare tutto noi due insieme, da
sole… anzi noi 3… Andrea per me è stato importantissimo e così vicino!!!
Purtroppo io perdo molto sangue, mi devono togliere la
piccola e farmi sdraiare…
La porgono a mio marito che se la tiene in braccio tutto
il tempo, dopo aver tagliato lui stesso il cordone …Elettra se ne sta
tranquilla tra le sue braccia mentre si succhia un braccio da sola.
Non arriva mai nessuno ad interferire.
Io non sto molto bene, mi gira la testa anche se sono
sdraiata per terra, la placenta stenta ad uscire e cola sangue dappertutto… uff
questa non ci voleva, andava tutto così bene!
Poi finalmente ce la facciamo, una placenta grande e
brutta se ne esce, mi fanno una puntura anti-emorragica, mi mettono sul letto e
finalmente posso abbracciare la mia piccolina senza più doverla abbandonare…
Restiamo così a lungo, nessuno dalla pediatria si
precipita a venirla a prendere.
Passa davvero molto tempo, non so quanto, non ho più la
sensazione di che ore sono… poi Andrea e Laura la prendono e le fanno loro
stessi un bagnetto di sola acqua senza toglierle la vernice caseosa, mentre il
ginecologo (quello col nasone) fa capolino e mi viene a vedere soltanto ora.
Mi fa una visitina gentile e mi dice che sono un po’
rossa (fai un po’ te!!!! Hai idea di cosa sia passato di lì???) ma non ho
bisogno di nessun intervento, in sostanza NEANCHE UN PUNTO!
EVVAI! Cosa posso desiderare di più?
Purtroppo con il giramento di testa avuto non posso
andarmene con le mie gambe, ma mi ridanno Elettra sul petto, tutte coperte al
calduccio ci lasciano insieme, con Andrea che ci coccola, mentre l’ostetrica
dell’H e l’infermiera sistemano la sala parto.
Sono ormai quasi le 5 quando ci portano in stanza!
Soltanto giunte qui un’altra donna prende la piccola per
vestirla, ma ci mette pochissimi minuti, non c’è fretta per visite, o
quant’altro, si farà l’indomani.
Ora mio marito e Laura possono tornare a casa...
Io mi godo tutti quei momenti, dormiamo insieme io e la
mia bambina e così restiamo, avvinghiate l’una all’altra, io a lei e lei al mio
seno, per i prossimi giorni.
Dopo sole 48 ore ce ne torniamo a casa.
Ci hanno trattate veramente benissimo e tutto è stato fatto
nella massima naturalezza: nessuna interferenza, nessuna pressione, nessun
intervento negativo su di me o sulla bambina, anche per quanto riguarda
l’allattamento.
Un’esperienza stupenda che mi porterò nel cuore per tutta
la vita.
Posso dire grazie a:
Non saprei in che ordine mettere i ringraziamenti, di
tempo con cui hanno partecipato o di importanza.
Sono stati tutti fondamentali per la riuscita del mio
VBAC e la giusta miscela di tutti ha dato, come avete potuto constatare, ottimi
risultati!
• Mio marito Andrea: perché mi ha accompagnata per tutto
il percorso, dandomi appoggio e fiducia… ma soprattutto trasmettendomi serenità
nelle scelte, contro tutto e tutti quelli che mi scoraggiavano e non capivano
la mia ostinazione;
• Mia cugina Elena (pediatra all’H di Vercelli): perché
mi ha coinvolta nei suoi corsi e mi ha trasmesso informazioni sull’ospedale e
sui loro metodi naturali, infine perché mi ha raccontato (ed io ho assorbito
come una spugna) tutto ciò che poteva essermi utile;
• Laura, l’ostetrica che ho trovato grazie a “parto
naturale”: perché con lei sono riuscita ad avere un appoggio sicuro e
chiarimenti su cosa stava succedendo al mio corpo, ho dato sfogo (in
gravidanza) alle mie incertezze e paure, trovando conforto e positività… poi è
stata di vero aiuto ad essere tutti più tranquilli durante il travaglio!;
• Il Forum di “parto naturale” perché lì ho conosciuto
persone care, condiviso emozioni tristi e felici, trovato spunti, risolto
dubbi, preso coscienza di me e di cosa potevo fare davvero;
• Il ginecologo Dr. Ventresca di Vercelli: pro-VBAC al
100%, con cui abbiamo parlato io e Andrea e trovato una persona di fiducia, che
ci dato massima libertà di scelta e fornito informazioni importanti e
ottimistiche nella riuscita dei VBAC.
• L’ostetrica dell’H: purtroppo il giorno dopo non l’ho
rivista, non ho neanche saputo come si chiama e non ho potuto ringraziarla
ancora per tutto quello che ha e che non ha fatto, ma di certo ha lavorato come
desideravo e le sarò sempre grata.
• I libri che ho letto: grazie a quelli ho appreso
ulteriori dati, statistiche, consigli pratici e molto altro sui VBAC, sul parto
naturale in genere e sull’allattamento. Ho inoltre fatto un gran lavoro mentale
di rilassamento, concentrazione e di visione ottimistica di come sarebbero
andate le cose… e così è andata benissimo!
Sara, Andrea… Elettra.
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